Prima tappa del Campionato Invernale del Lago 2015

La prima tappa del Campionato Invernale inizia sotto un cielo estivo. Resta solo quello, una volta dissolta la nebbia che dal primo mattino aveva nascosto il lago e che, subito più tardi, aveva creato nella baia di Monvalle uno scenario preso d’assalto dai fotografi, che si affannavano a catturare le nuvolette di vapore sbuffate dal lago come geyser, fianco a fianco sul pontile con noi di BELIMO attenti a preparare la barca senza farci distrarre dallo scenario da fiaba.

Purtroppo l’estate è avara di vento sul lago e questo posticipo tardivo sembra non voler scompigliare le carte e ribaltare il sillogismo. Una bella arietta da nord ci accompagna mentre trasferiamo il mezzo da Monvalle a Belgirate, attraversando il lago da est a ovest, per lasciarci al pontile e poi spegnersi.

Il percorso di circa 5 miglia è disposto a nord e sud di Belgirate, con linea di partenza al centro del bastone.

L’equipaggio di BELIMO parte orfano di un componente, col buon Francesco Del Bello a terra a curarsi un dito fratturato giocando a rugby. Un equipaggio maschio, il nostro! Ma l’aria leggera farà apprezzare i vantaggi di una configurazione light: con i soli Marolli e Vanelli a bordo BELIMO galleggia leggera.

La fase preparatoria ai segnali è quantomeno curiosa e fa pensare “Questo succede solo qui!”. La linea di partenza è pronta e ben allineata per 310°, perfettamente neutra rispetto alla leggera Inverna che soffia da mezzogiorno, a 220°. Mentre le barche si allineano, i 3-4 nodi calano e, in dieci minuti, si assiste all’inversione completa. Giusto in tempo per i segnali, spira una leggera Tramontana dai 40° del primo quadrante, rendendo inutile il riposizionamento della linea: girate le prue, ora la linea è di nuovo perfettamente neutra… nella direzione opposta!

Per BELIMO partenza sul contro-starter posizionato a terra, sulla costa ovest, dopo aver valutato come tutti i piccoli refoli entrassero costantemente dalla sinistra. Questi si distendono poi in uno stretto corridoio vicino alla costa, delimitato con la perfezione di un righello in una fascia di circa 50 metri. Il problema è che la boa del percorso corto (parecchio pericolosa invero, perché posizionata nel pieno della rotta delle barche lanciate sul percorso lungo, che devono scartare all’improvviso per evitare i “piccoli” già di ritorno. Un muso a muso tra BELIMO e un bestione di 42 piedi, più che probabile in quelle condizioni, avrebbe conseguenze non gradite alla solerte dirigenza Micro Class!) si trova alcune lunghezze fuori dal corridoio, forzando la scelta di prendere la layline all’ultimo per non finire nella piatta.

Nel video seguente si vede la partenza lanciata del Micro della Nazionale Italiana, tallonato dal bellissimo Sciatt, ILC 25 giallo che in partenza non regala niente a nessuno. Proprio al termine viene immortalata anche la marcia folle di BELIMO che taglia, mure a sinistra, l’intera flotta per girare la boa di percorso.

 

Il lato di poppa… beh, non è di poppa! Appena prima di girare la boa un salto a destra di 100° (sic!) obbliga ad alcuni volteggi per centrare la layline e, soprattutto, garantisce un rientro nuovamente di bolina. Ancora più curiosa l’indolenza autunnale con cui la nuova aria si distende sul campo, facendo navigare gran parte della flotta di bolina verso nord e solo l’avanguardia di bolina… verso sud!

In questo momento, ignari, siamo soggetti all’agguato dei tifosi a terra, che ci immortalano mentre fuori dal traffico affrontiamo quello che doveva essere il lato alle andature portanti.

Nuovo corridoio obbligato fino alla boa di poppa, dove ci si ricongiunge con le barche più prestanti del percorso lungo: il sempre presente Lady Nadì, progetto Felci aggiornato e e frankensteinizzato con una quantità di buttafuori, crocettoni, bompressi e sporgenze da cui tenersi alla larga, e il solito Sciatt, che a essere tra i primi si sente sempre molto a suo agio. Proviamo a divertirci un po’ e,  dopo aver girato la boa di poppa, camminiamo in un traverso stretto che ci riporta verso terra e verso il corridoio di vento, fronteggiando il bell’ILC 25 giallo limone. Per qualche lunghezza lo teniamo anche dietro, sporcandogli l’aria mentre cerca di passarci sottovento, poi lui poggia, stramba e va; e noi ci divertiamo a vederlo andar via leggero. Così almeno possiamo continuare a illuderci di essere andati fianco a fianco con lui, eheh.

Giustamente il Comitato accorcia la regata al primo giro (le belle, affascinanti e pesanti barche storiche con vele a picco stanno ancora dibattendosi nei refoli del primo lato di bolina), perciò il passaggio al cancello di bolina fa fede per il risultato: terzi Overall e primi di classe.

Proprio mentre ci avviamo verso casa, un bel venticello dai 100° (con un nuovo salto, questa volta verso sinistra, di 40° rispetto alla leggera Inverna precedente) inizia a chiazzare a leopardo il campo di regata, distendendosi appieno a partire dalla costa lombarda. Quello che ci vuole per rientrare di buon ritmo, apprezzando fino in fondo questa giornata autunnale che sa di estate.

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